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DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO PROMOSSO DALLE EQUIPES NOTRE-DAME


 

 

Giovedì, 10 settembre 2015 - Sala Clementina


Sono lieto di accogliervi, cari responsabili e consiglieri spirituali delle Équipes Notre Dame, in occasione del vostro raduno mondiale. Questo incontro che ho la gioia di vivere con voi precede di qualche settimana il Sinodo dei Vescovi che ho voluto riunire a Roma, affinchéla Chiesarifletta con sempre maggiore attenzione su ciò che vivono le famiglie, cellule vitali delle nostre società e della Chiesa, e che si trovano, come sapete, minacciate nell’attuale contesto culturale difficile. In questa circostanza chiedo a voi, come a tutte le coppie delle vostre équipes, di pregare con fede e fervore per i Padri Sinodali e per me.

E’ chiaro che un movimento di spiritualità coniugale come il vostro si colloca pienamente all’interno della cura chela Chiesavuole avere per le famiglie, e lo fa sia promuovendo la maturazione delle coppie che partecipano alle vostre équipes, sia con il sostegno fraterno apportato alle altre coppie alle quali esse sono inviate.

E in effetti vorrei insistere su questo ruolo missionario delle Équipes Notre Dame. Ogni coppia impegnata riceve certamente molto da quanto vive nella propria équipe, e la sua vita coniugale si approfondisce perfezionandosi grazie alla spiritualità del movimento. Ma, dopo aver ricevuto da Cristo e dalla Chiesa, il cristiano è irresistibilmente inviato al di fuori per testimoniare e trasmettere ciò che ha ricevuto. «La nuova evangelizzazione deve implicare un nuovo protagonismo di ciascuno dei battezzati» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 120). Le coppie e le famiglie cristiane sono spesso nelle condizioni migliori per annunciare Gesù Cristo alle altre famiglie, per sostenerle, fortificarle e incoraggiarle. Quello che voi vivete nella coppia e nella famiglia – accompagnato dal carisma proprio del vostro movimento –, questa gioia profonda e insostituibile che il Signore vi fa sperimentare nell’intimità domestica tra le gioie e i dolori, nella felicità della presenza del vostro coniuge, nella crescita dei vostri bambini, nella fecondità umana e spirituale che Egli vi concede, tutto ciò va testimoniato, annunciato, comunicato al di fuori perché altri si mettano, a loro volta, su questa strada.

In primo luogo, incoraggio quindi tutte le coppie a mettere in pratica e a vivere in profondità, con costanza e perseveranza, la spiritualità che seguono le Équipes Notre Dame. Ritengo che i «punti concreti di impegno» proposti sono veramente degli aiuti efficaci che permettono alle coppie di progredire con fiducia nella vita coniugale sulla via del Vangelo. Penso in particolare alla preghiera di coppia e in famiglia, bella e necessaria tradizione che ha sempre sostenuto la fede e la speranza dei cristiani, purtroppo abbandonata in tante regioni del mondo; penso anche al tempo del dialogo mensile proposto tra sposi ­– il famoso e impegnativo «dovere di sedersi» che va così contro-corrente rispetto alle abitudini del mondo frenetico e agitato impregnato di individualismo –, momento di scambio vissuto nella verità sotto lo sguardo del Signore, che è un tempo prezioso di ringraziamento, di perdono, di rispetto reciproco e di attenzione all’altro; penso infine alla partecipazione fedele a una  vita d’équipe, che porta a ciascuno la ricchezza dell’insegnamento e della condivisione, come pure l’aiuto e il conforto dell’amicizia. Sottolineo, a questo proposito, la fecondità reciproca di questo incontro vissuto con il sacerdote accompagnatore. Vi ringrazio, care coppie delle Équipes Notre Dame, di essere un sostegno e un incoraggiamento nel ministero dei vostri sacerdoti che trovano sempre, nel contatto con le vostre  équipes e le vostre famiglie, gioia sacerdotale, presenza fraterna, equilibrio affettivo e paternità spirituale.

In secondo luogo invito le coppie, fortificate dall’incontro in équipe, all’impegno missionario. Questa missione che è loro affidata è tanto più importante in quanto l’immagine della famiglia – come Dio la vuole, composta da un uomo e una donna in vista del bene dei coniugi ed anche della generazione e dell’educazione dei figli – è deformata mediante potenti progetti contrari sostenuti da colonizzazioni ideologiche. Certo, voi siete già missionari per l’irradiazione della vostra vita di famiglia verso i vostri ambiti di amicizia e di relazioni, ed anche oltre. Infatti una famiglia felice, equilibrata, abitata dalla presenza di Dio parla di per sé stessa dell’amore di Dio per tutti gli uomini. Ma vi invito anche ad impegnarvi, se è possibile, in maniera sempre più concreta e con creatività sempre rinnovata, nelle attività che possono essere organizzate per accogliere, formare e accompagnare nella fede particolarmente le giovani coppie, prima e dopo il matrimonio.

Vi esorto anche a continuare a farvi vicini alle famiglie ferite, che sono oggi tanto numerose, a motivo della mancanza di lavoro, della povertà, di un problema di salute, di un lutto, della preoccupazione causata da un bambino, dello squilibrio provocato da una lontananza o un’assenza, di un clima di violenza. Dobbiamo avere il coraggio di entrare in contatto con queste famiglie, in maniera discreta ma generosa, materialmente, umanamente o spiritualmente, in quelle circostanze dove esse si trovano vulnerabili.

Infine non posso che incoraggiare le coppie delle Équipes Notre Dame ad essere strumenti della misericordia di Cristo e della Chiesa verso le persone il cui matrimonio è fallito. Non dimenticate mai che la vostra fedeltà coniugale è un dono di Dio, e che verso ciascuno di noi è stata usata misericordia. Una coppia unita e felice può comprendere meglio di chiunque altro, come dall’interno, la ferita e la sofferenza che provocano un abbandono, un tradimento, un fallimento dell’amore. E’ necessario quindi che voi possiate portare la vostra testimonianza e la vostra esperienza per aiutare le comunità cristiane a discernere le situazioni concrete di queste persone, ad accoglierle con le loro ferite, e ad aiutarle a camminare nella fede e nella verità, sotto lo sguardo di Cristo Buon Pastore, per prendere parte in modo appropriato alla vita della Chiesa. Non dimenticate neppure la sofferenza indicibile dei fanciulli che vivono queste dolorose situazioni familiari: a loro voi potete dare molto.

Care Équipes Notre Dame, vi rinnovo la mia fiducia e il mio incoraggiamento. Dal momento che la causa di beatificazione del vostro fondatore, Padre Enrico Caffarel, è giunta a Roma, prego perché lo Spirito Santo illuminila Chiesanel giudizio che a suo tempo dovrà pronunciare al riguardo. Affido le vostre coppie alla protezione della Vergine Maria e di san Giuseppe, e vi imparto di cuorela Benedizione Apostolica.

Equipe Notre Dame – Settore Sicilia Est

 

Sposi al Sinodo
C’erano tredici coppie di sposi insieme ai 191 Padri sinodali, al Sinodo straordinario
per la famiglia. Ha ascoltato gli sposi, la Chiesa dei Vescovi, e anche
loro hanno parlato “con parresia” e ascoltato “con umiltà” come ha chiesto ai
vescovi papa Francesco. Leggendo le parole di quegli sposi abbiamo forse potuto
riconoscerci, e ritrovare parte di noi, della nostra vita coniugale e di quella di chi
ci sta accanto. In particolare gli equipier hanno potuto ritrovarsi nelle parole di
Hermelinda e Arturo, responsabili della Regione Brasile.



L’apertura dei coniugi alla vita

La testimonianza di Hermelinda e Arturo Zamperlini
alla settima Congregazione generale

Vogliamo esprimere la nostra gratitudine al Santo Padre per la fiducia riposta
con la nostra convocazione . Siamo molto onorati. Tuttavia, noi non nascondiamo
la nostra paura per tanta responsabilità. Siamo qui come coppia, portando la
nostra vita familiare e pastorale. Noi non siamo teologi, né esperti. Solo la fiducia
in Dio ci rassicura.
Siamo Hermelinda e Arturo, brasiliani, sposati da 41 anni. Abbiamo tre figli, una
figlia e un nipote. Facciamo parte del movimento Equipe Nôtre Dame dal 1994 e
attualmente siamo responsabili in Brasile per il Movimento, il cui carisma è la spiritualità
coniugale. Esso data dal 1938 ed è presente in 70 paesi. Siamo attualmente
137.200 membri in tutto il mondo, di cui 45.500 sono nel nostro paese.
Ci hanno chiesto di parlare de “L’apertura dei coniugi alla vita”, testo della terza
parte dell’Instrumentum laboris, capitolo I (Gesù, nell’assumere l’amore umano,
lo ha anche perfezionato (cf. GS 49), consegnando all’uomo e alla donna un nuovo
modo di amarsi, che ha il suo fondamento nella irrevocabile fedeltà di Dio. In
questa luce, la Lettera agli Efesini ha individuato nell’amore nuziale tra l’uomo e
la donna “il grande mistero” che rende presente nel mondo l’amore tra Cristo e
la Chiesa (cf. Ef 5,31-32). Essi possiedono il carisma (cf. 1Cor 7,7) di edificare la
Chiesa con il loro amore sponsale e con il compito della procreazione ed educazione
dei figli. Legati da un vincolo sacramentale indissolubile, gli sposi vivono la
bellezza dell’amore, della paternità, della maternità e della dignità di partecipare
così all’opera creatrice di Dio.)
Iniziamo con una citazione della Sacra Scrittura: Gen 1: 27-28 “Dio creò l’uomo a
sua immagine. Uomo e donna li creò. E Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi
e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela “
Dio ci ha creati maschio e femmina, perché ci uniamo in una sola carne, perché
ci amiamo con l’Amore che viene da Lui stesso, perché costruiamo mutuamente
attraverso questo amore e perché generiamo la vita A nessuna coppia è permesso
di tenere per sé la grazia e i frutti meravigliosi della vita coniugale. Ricordando la
missione del nostro Movimento, aiutando le coppie a santificarsi, Padre Henri Caffarel,
il nostro fondatore, afferma: “nessuna coppia ha il diritto di essere sterile”.
Logicamente, la sterilità non è limitata a non avere figli. Noi la intendiamo come
una attitudine orientata al dono creativo di Dio, che si esprime nelle diverse dimensioni
dell’amore coniugale. L’uomo e la donna, trasmettendo la vita, come sposi e
genitori, cooperano in modo unico all’opera del Creatore.

L’atto sessuale è legittimo, caro e benedetto da Dio, e il piacere che ne deriva contribuisce
alla gioia di vivere e ad una struttura sana della personalità. È espressione
di amore, che all’inizio può essere passione, ma che dovrebbe umanizzarsi sempre
più. Le coppie nell’amore esprimono con il proprio corpo il loro cuore. Per entrare
in sintonia, abbiamo bisogno di saper coltivare il desiderio e anche un sano erotismo.
Dobbiamo continuare ad essere appassionati e attenti l’uno all’altro.
Il modo di amministrare la vita sessuale è molto importante per umanizzare le creature.
Padre Caffarel propone un percorso affascinante: dalla sessualità all’amore.
La coppia è il luogo dove si articolano le tre funzioni della sessualità: la relazione,
il piacere e la fertilità. La coppia si costruisce integrando in modo equilibrato queste
tre dimensioni.
La sessualità è vissuta in relazione con il prossimo e con Dio. E’ chiamata a ritornare
ad un linguaggio d’amore, di comunione e di vita. Si rende necessario guidare
le coppie alla perfezione umana e cristiana della relazione sessuale. La sessualità è
un fattore di santificazione e ora ha bisogno di essere salvata da un erotismo malato

che riduce l’essere umano ad una sola dimensione.
La generazione dei figli è sublime gesto d’amore, per la donazione della vita. E’
dare la possibilità ad un nuovo essere di una entusiasmante avventura di vita, di
amore, di scoperta, di incontro e di immersione finale nel cuore di un Dio che è
suprema realizzazione di tutto l’essere. La coppia non è feconda solo perché genera
i bambini, ma perché si ama, ed amandosi si apre alla vita. E’ cosa diversa da due
che, per libera scelta, egoisticamente, decidono di non accogliere la vita. Lo scopo
fondamentale del matrimonio e della famiglia è di essere al servizio della vita e per
questo qualunque atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della
vita.
Per ragioni giuste, non egoistiche, gli sposi possono voler rimandare la nascita dei
figli, cercando una maternità e una paternità responsabile. La continenza periodica
e la regolazione delle nascite basate sull’auto osservazione sono conformi ai criteri
oggettivi della moralità.
Data la serietà dell’ambiente in cui ci incontriamo, dobbiamo ammettere senza timore
che molte coppie cattoliche, anche quelle che cercano seriamente di vivere il
proprio matrimonio, non si sentono obbligate a utilizzare solo metodi naturali. Non
è diverso nelle Equipe Nôtre Dame. C’è da aggiungere che generalmente queste
scelte non sono messe in discussione da parte dei confessori. Da un lato, le coppie
sono aperte alla vita e rifiutano l’aborto, questo è un fatto certo. D’altro lato, non
percepiamo le aspettative e le attesa spirituali della dottrina della Humanae Vitae.
Il controllo della natalità con metodi naturali è teoricamente buono; ma nella cultura
di oggi sembra poco pratico Le coppie, soprattutto giovani, vivono un ritmo
di vita che non permette loro di praticare questi metodi, in quanto essi richiedono
tempo per l’apprendimento, e il tempo è merce rara nel mondo in cui viviamo. E 

 quel che è peggio, spiegato superficialmente e, di conseguenza, in modo non corretto,

il metodo naturale ottiene così la fama ingiusta di essere insicuro e spesso
inefficiente. Pertanto, ancora una volta, sinceramente si deve ammettere che non
è seguito dalla maggior parte delle coppie cattoliche. Quando il controllo della
natalità diventa una necessità, le coppie, per lo più, non rifiutano l’uso di altri
contraccettivi. In generale, non lo considerano un problema morale. Dobbiamo
considerare anche che i rapporti sessuali sono orientati alla trasmissione della vita,
ma altresì al servizio dell’amore coniugale. Questo non è sorprendente se si tiene
conto delle esigenze della legge e della forza dell’istinto sessuale Ma ciò che non
è normale è che un gran numero di coppie cattoliche sono immerse nell’angoscia.
Il Movimento dell’Equipe Nôtre Dame ha elaborato anni fa uno studio, dal titolo
Evangelizzare la sessualità. In questo documento constatiamo la diversità tra la
dottrina morale e la prassi della coppia. Poiché si tratta di una questione importante,
importante si cominciò nel Movimento uno studio basato sulla catechesi della
teologia del corpo, di S. Giovanni Paolo II, intitolato “La Teologia della sessualità”.
Santo Padre, Padri sinodali, signore e signori, sarebbe già un grande incoraggiamento
se almeno le coppie incontrassero luce e supporto insieme al clero. Molte
volte consigli contraddittori possono aggravare la loro confusione. Chiediamo che
il Magistero si affretti a dare ai Padri e ai fedeli le grandi linee di una pedagogia

pastorale che aiuti ad adottare e rispettare i principi stabiliti dalla Humanae
Vitae. E’ necessario ed urgente un orientamento facile e sicuro che risponda alle
esigenze del mondo attuale, senza ferire l’essenza della morale cattolica che ha
bisogno di essere ampiamente diffusa.
Concludiamo ribadendo la nostra fedeltà piena e incondizionata a Gesù Cristo, per mezzo del Santo Padre e della Chiesa.


articolo da Lettera END n. 181 - Dicembre 2014 - Gennaio 2015

 

Papa Francesco : "Quando la Famiglia Prega insieme, Rimane insieme" 

 

Discorso di Papa Francesco alle Famiglie  Manila 16-01-2015

Care famiglie,


Cari amici in Cristo,


Sono grato per la vostra presenza qui questa sera e per la testimonianza del vostro amore per Gesù e la sua Chiesa. Ringrazio il Vescovo Reyes, Presidente della Commissione Episcopale per la Famiglia e la Vita, per le sue parole di benvenuto a vostro nome. In maniera particolare ringrazio coloro che hanno presentato le testimonianze – grazie! – e ed hanno condiviso la loro vita di fede con noi. La Chiesa nelle Filippine è benedetta dall’apostolato di molti movimenti che si occupano della famiglia, e io li ringrazio per la loro testimonianza!

Le Scritture parlano poco di san Giuseppe e, là dove lo fanno, spesso lo troviamo mentre riposa, con un angelo che in sogno gli rivela la volontà di Dio. Nel brano evangelico che abbiamo appena ascoltato, troviamo Giuseppe che riposa non una, ma due volte. Questa sera vorrei riposare nel Signore con tutti voi. Ho bisogno di riposare nel Signore con le famiglie, e ricordare la mia famiglia: mio padre, mia madre, mio nonno, mia nonna… Oggi io riposo con voi e vorrei riflettere con voi sul dono della famiglia.

Ma prima vorrei dire qualcosa sul sogno. Il mio inglese però è così povero! Se me lo permettete, chiederò a Mons. Miles di tradurre e parlerò in spagnolo. A me piace molto il sogno in una famiglia. Tutte le mamme e tutti i papà hanno sognato il loro figlio per nove mesi. E’ vero o no? [Sì!] Sognare come sarà questo figlio… Non è possibile una famiglia senza il sogno. Quando in una famiglia si perde la capacità di sognare, i bambini non crescono e l’amore non cresce, la vita si affievolisce e si spegne. Per questo vi raccomando che la sera, quando fate l’esame di coscienza, ci sia anche questa domanda: oggi ho sognato il futuro dei miei figli? Oggi ho sognato l’amore del mio sposo, della mia sposa? Oggi ho sognato i miei genitori, i miei nonni che hanno portato avanti la storia fino a me. E’ tanto importante sognare. Prima di tutto, sognare in una famiglia. Non perdete questa capacità di sognare!

E quante difficoltà nella vita dei coniugi si risolvono se noi conserviamo uno spazio per il sogno, se ci fermiamo a pensare al coniuge, e sogniamo la bontà che hanno le cose buone. Per questo è molto importante recuperare l’amore attraverso il ‘progetto’ di tutti i giorni. Non smettete mai di essere fidanzati!

Il riposo di Giuseppe gli ha rivelato la volontà di Dio. In questo momento di riposo nel Signore, facendo una sosta tra i nostri numerosi doveri e attività quotidiani, Dio parla anche a noi. Ci parla nella Lettura che abbiamo ascoltato, nelle preghiere e nelle testimonianze, e nel silenzio del nostro cuore. Riflettiamo su che cosa il Signore ci sta dicendo, specialmente nel Vangelo di questa sera. Ci sono tre aspetti di questo brano che vi prego di considerare. Primo: riposare nel Signore. Secondo: alzarsi con Gesù e Maria. Terzo:essere voce profetica.

Riposare nel Signore. Il riposo è necessario per la salute della nostra mente e del nostro corpo, eppure è spesso così difficile da raggiungere, a causa alle numerose esigenze che pesano su di noi. Il riposo è anche essenziale per la nostra salute spirituale, affinché possiamo ascoltare la voce di Dio e comprendere quello che ci chiede. Giuseppe fu scelto da Dio per essere padre putativo di Gesù e sposo di Maria. Come cristiani, anche voi siete chiamati, come Giuseppe, a preparare una casa per Gesù. Preparare una casa per Gesù! Voi preparate una casa per Lui nei vostri cuori, nelle vostre famiglie, nelle vostre parrocchie e nelle vostre comunità.

Per ascoltare e accogliere la chiamata di Dio, e preparare una casa per Gesù, dovete essere capaci di riposare nel Signore. Dovete trovare il tempo ogni giorno per riposare nel Signore, per pregare. Pregare è riposare nel Signore. Ma voi potreste dirmi: Santo Padre, lo sappiamo; io vorrei pregare, ma c’è tanto lavoro da fare! Devo prendermi cura dei miei figli; ho i doveri di casa; sono troppo stanco perfino per dormire bene. E’ giusto. Questo potrebbe essere vero, ma se noi non preghiamo non conosceremo mai la cosa più importante di tutte: la volontà di Dio per noi. Inoltre, pur con tutta la nostra attività, con le nostre mille occupazioni, senza la preghiera concluderemo davvero poco.

Riposare in preghiera è particolarmente importante per le famiglie. È prima di tutto nella famiglia che impariamo come pregare. Non dimenticate: quando la famiglia prega insieme, rimane insieme. Questo è importante. Lì arriviamo a conoscere Dio, a crescere come uomini e donne di fede, a sentirci membri della più grande famiglia di Dio, la Chiesa. Nella famiglia impariamo ad amare, a perdonare, ad essere generosi e aperti e non chiusi ed egoisti. Impariamo ad andare al di là dei nostri bisogni, ad incontrare gli altri e a condividere la nostra vita con loro. Ecco perché è così importante pregare in famiglia! Così importante! Ecco perché le famiglie sono così importanti nel piano di Dio per la Chiesa! Riposare nel Signore è pregare. Pregare insieme in famiglia.

Vorrei anche dirvi una cosa molto personale. Io amo molto san Giuseppe, perché è un uomo forte e silenzioso. Sul mio tavolo ho un’immagine di san Giuseppe che dorme. E mentre dorme si prende cura della Chiesa! Sì! Può farlo, lo sappiamo. E quando ho un problema, una difficoltà, io scrivo un foglietto e lo metto sotto san Giuseppe, perché lo sogni! Questo gesto significa: prega per questo problema!

Ora consideriamo “alzarsi con Gesù e Maria”. Questi preziosi momenti di riposo, di pausa con il Signore in preghiera, sono momenti che vorremmo forse poter prolungare. Ma come san Giuseppe, una volta ascoltata la voce di Dio, dobbiamo scuoterci dal nostro sonno; dobbiamo alzarci e agire (cfr Rm 13,11). In famiglia, dobbiamo alzarci e agire! La fede non ci toglie dal mondo, ma ci inserisce più profondamente in esso. Questo è molto importante! Dobbiamo andare in profondità nel mondo, ma con la forza della preghiera. Ognuno di noi, infatti, svolge un ruolo speciale nella preparazione della venuta del Regno di Dio nel mondo.

Proprio come il dono della Santa Famiglia fu affidato a san Giuseppe, così il dono della famiglia e il suo posto nel piano di Dio viene affidato a noi. Come San Giuseppe. Il dono della Santa Famiglia è stato affidato a san Giuseppe, perché lo portasse avanti. A ciascuno di voi e di noi – perché anch’io sono figlio di una famiglia – viene affidato il piano di Dio perché venga portato avanti. L’Angelo del Signore rivelò a Giuseppe i pericoli che minacciavano Gesù e Maria, costringendoli a fuggire in Egitto e poi a stabilirsi a Nazaret. Proprio così, nel nostro tempo, Dio ci chiama a riconoscere i pericoli che minacciano le nostre famiglie e a proteggerle dal male.

Stiamo attenti alle nuove colonizzazioni ideologiche. Esistono colonizzazioni ideologiche che cercano di distruggere la famiglia. Non nascono dal sogno, dalla preghiera, dall’incontro con Dio, dalla missione che Dio ci dà, vengono da fuori e per questo dico che sono colonizzazioni. Non perdiamo la libertà della missione che Dio ci dà, la missione della famiglia. E così come i nostri popoli, in un momento della loro storia, arrivarono alla maturità di dire “no” a qualsiasi colonizzazione politica, come famiglie dobbiamo essere molto molto sagaci, molto abili, molto forti, per dire “no” a qualsiasi tentativo di colonizzazione ideologica della famiglia, e chiedere a san Giuseppe, che è amico dell’Angelo, che ci mandi l’ispirazione di sapere quando possiamo dire “sì” e quando dobbiamo dire “no”.

I pesi che gravano sulla vita della famiglia oggi sono molti. Qui nelle Filippine, innumerevoli famiglie soffrono ancora le conseguenze dei disastri naturali. La situazione economica ha provocato la frammentazione delle famiglie con l’emigrazione e la ricerca di un impiego, inoltre problemi finanziari assillano molti focolari domestici. Mentre fin troppe persone vivono in estrema povertà, altri vengono catturati dal materialismo e da stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana. Queste sono le colonizzazioni ideologiche. La famiglia è anche minacciata dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell’effimero, una mancanza di apertura alla vita.

Penso al Beato Paolo VI. In un momento in cui si poneva il problema della crescita demografica, ebbe il coraggio di difendere l’apertura alla vita nella famiglia. Lui conosceva le difficoltà che c’erano in ogni famiglia, per questo nella sua Enciclica era molto misericordioso verso i casi particolari, e chiese ai confessori che fossero molto misericordiosi e comprensivi con i casi particolari. Però lui guardò anche oltre: guardò i popoli della Terra, e vide questa minaccia della distruzione della famiglia per la mancanza dei figli. Paolo VI era coraggioso, era un buon pastore e mise in guardia le sue pecore dai lupi in arrivo. Che dal Cielo ci benedica questa sera.

Il mondo ha bisogno di famiglie buone e forti per superare queste minacce! Le Filippine hanno bisogno di famiglie sante e piene d’amore per custodire la bellezza e la verità della famiglia nel piano di Dio ed essere di sostegno e di esempio per le altre famiglie. Ogni minaccia alla famiglia è una minaccia alla società stessa. Il futuro dell’umanità, come ha detto spesso san Giovanni Paolo II, passa attraverso la famiglia (cfr Familiaris consortio, 85). Il futuro passa attraverso la famiglia. Dunque, custodite le vostre famiglie! Proteggete le vostre famiglie!Vedete in esse il più grande tesoro della vostra nazione e nutritele sempre con la preghiera e la grazia dei Sacramenti. Le famiglie avranno sempre le loro prove, non hanno bisogno che gliene aggiungiate altre! Invece, siate esempi di amore, perdono e attenzione. Siate santuari di rispetto per la vita, proclamando la sacralità di ogni vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. Che grande dono sarebbe per la società se ogni famiglia cristiana vivesse pienamente la sua nobile vocazione! Allora, alzatevi con Gesù e Maria e disponetevi a percorrere la strada che il Signore traccia per ognuno di voi.

Infine, il Vangelo che abbiamo ascoltato ci ricorda che il nostro dovere di cristiani è essere voci profetichein mezzo alle nostre comunità. Giuseppe ha ascoltato la voce dell’Angelo del Signore e ha risposto alla chiamata di Dio di prendersi cura di Gesù e Maria. In questo modo egli ha svolto il suo ruolo nel piano di Dio ed è diventato una benedizione non solo per la Santa Famiglia, ma per tutta l’umanità. Con Maria, Giuseppe è stato modello per il bambino Gesù mentre cresceva in sapienza, età e grazia (cfr Lc 2,52). Quando le famiglie mettono al mondo i bambini, li educano alla fede e ai sani valori e insegnano loro a contribuire al bene della società, diventano una benedizione per il mondo. Le famiglie possono diventare una benedizione per il mondo! L’amore di Dio diventa presente e attivo attraverso il modo con cui noi amiamo e le buone opere che compiamo. Così diffondiamo il Regno di Cristo nel mondo. Facendo questo, siamo fedeli alla missione profetica che abbiamo ricevuto nel Battesimo.

Durante quest’anno, che i vostri Vescovi hanno qualificato come Anno dei Poveri, vi chiederei, in quanto famiglie, di farvi particolarmente attenti alla nostra chiamata ad essere discepoli missionari di Gesù. Questo significa essere pronti ad andare oltre i confini delle vostre case e prendervi cura dei fratelli e delle sorelle più bisognosi. Vi chiedo di interessarvi specialmente a coloro che non hanno una famiglia propria, in particolare degli anziani e dei bambini orfani. Non lasciateli mai sentire isolati, soli e abbandonati, ma aiutateli a sentire che Dio non li ha dimenticati. Oggi mi sono commosso tantissimo dopo la Messa, quando ho visitato questa casa di bambini soli, senza famiglia. Quanta gente lavora nella Chiesa perché questa casa sia una famiglia! Questo significa portare avanti, profeticamente, il significato di una famiglia.

Potreste essere voi stessi poveri in senso materiale, ma avete un’abbondanza di doni da offrire quando offrite Cristo e la comunità della sua Chiesa. Non nascondete la vostra fede, non nascondete Gesù, ma portatelo nel mondo e offrite la testimonianza della vostra vita familiare!

Cari amici in Cristo, sappiate che io prego sempre per voi! Prego per le famiglie, lo faccio! Prego che il Signore continui ad approfondire il vostro amore per Lui, e che questo amore possa manifestarsi nel vostro amore vicendevole e per la Chiesa. Non dimenticate Gesù che dorme! Non dimenticate san Giuseppe che dorme! Gesù ha dormito con la protezione di Giuseppe. Non dimenticate: il riposo della famiglia è la preghiera. Non dimenticate di pregare per la famiglia. Pregate spesso e portate i frutti della vostra preghiera nel mondo, perché tutti possano conoscere Gesù Cristo e il suo amore misericordioso. Per favore, “dormite” anche per me: pregate anche per me, ho davvero bisogno delle vostre preghiere e conterò sempre su di esse. Grazie tante!