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SETTORE SICILIA EST

IN EVIDENZA

Equipe Notre Dame - Settore Sicilia Est 

 

 

GIORNATA DI APERTURA 

14  Ottobre  2018

 

 

Parrocchia Santa Rosalia - Contrada Niscima  

CALTANISSETTA

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Equipe Notre Dame - Settore Sicilia Est 



RITIRO SPIRITUALE 

4 - 5  Marzo  2017

 

 

FEDERICO II PALACE HOTEL 

ENNA 

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Su Focus on  trovi:



- IL DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

  AI PARTECIPANTI ALL'INCONTRO PROMOSSO DALLE EQUIPES NOTRE-DAME;


- SPOSI AL SINODO

Equipe Notre Dame - Settore Sicilia Est


Seconda Giornata di Settore 


17 Maggio 2015 - Siracusa

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EQUIPES MISTE DI FORMAZIONE




CALTANISSETTA - PATERNO' - SIRACUSA
19 APRILE 2015
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LA PAROLA DI DIO CI INTERROGA

 



“Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa è infatti volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono.” (1 Ts 5, 16-21)

 

 

 


Reagire a Dio



Sia in psicologia che in biologia, si dà molta importanza allo studio della reazione, che viene così definita: la risposta di un essere vivente a un’ eccitazione.

Mi chiedo perché, nella Spiritualità, si dà così poca importanza a questa nozione. Tuttavia, in un certo senso, si deve dire che la vita spirituale – specialmente la preghiera – è la reazione dell’uomo davanti a Dio.

Adorazione, offerta, lode, timore, azione di  grazie, consacrazione, tutti gli atteggiamenti religiosi fondamentali dell’uomo in preghiera si possono comprendere solo da questo punto di vista.

Quando affrontate bruscamente la Transcendenza di Dio, come Mosè nel deserto, o ne prendete semplicemente coscienza alla fine di una laboriosa meditazione, non vi sentite irresistibilmente spinti a prostrarvi a terra così come il beduino nell’ora della preghiera? A prostrare non solo il corpo, ma anche l’intelligenza, il cuore, la vita intera. Quando scoprite che tutto viene da Dio, non sentite la necessità di restituirvi interamente a Dio, in un impulso di offerta e di sottomissione? Quando voi contemplate lo Splendore divino, o più semplicemente il suo riflesso sulle creature, non vi sale l’ammirazione dal cuore alle labbra per un cantico di lode?

Quanti salmi sono nati da questa contemplazione!

Se vi capita di ricordare le tante grazie ricevute nella vostra vita, l’azione di grazie, questo impulso della creatura riconoscente verso il creatore, questo salto allegro del Figlio verso il Padre, non vi trascina completamente?

E se, un giorno, vi renderete un poco conto dell’amore infinito con cui siete amati, non vi si imporrà subito, irreprimibile, l’esigenza di consacrarvi a Dio per un’offerta di tutto il vostro essere?

Comprendete adesso quello che vi ho detto: la preghiera è una reazione della nostra anima in presenza di Dio? È evidente che in ogni preghiera questi atteggiamenti interiori non sono tutti necessariamente espliciti: l’uno o l’altro predomina; ma lo sfondo religioso da dove viene la nostra preghiera è costituito da questi grandi sentimenti, che una preghiera perseverante accumula a poco a poco.

Voler raggiungere queste disposizioni religiose fondamentali senza cominciare a meditare le perfezioni divine, sarebbe così assurdo come pretendere che uno specchio faccia sorgere la luce.

Vi consiglio vivamente, quindi, di iniziare le vostre preghiere dalla meditazione sulla grandezza di Dio. E, più tardi, potrete "reagire" personalmente, "in spirito e in verità", a ciò che avrete scoperto. Verrà un giorno, senza alcun dubbio, in cui la meditazione e la  preghiera  si  dissoceranno:  nella  preghiera,  sentirete  la  necessità  di  essere pacificamente orientati verso Dio, senza nessuno sforzo della vostra intelligenza; ma non andate in fretta..

Henri Caffarel

Equipe Notre dame - Settore Sicilia Est 


RITIRO SPIRITUALE 

14 - 15 MARZO 2015



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Il Ritiro: Le foto e Le Preghiere

 

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Equipe Notre Dame - Settore Sicilia Est

Giornata D'Apertura - 19 Ottobre 2014



Santuario Arcidiocesano di Catania - Madonna della Sciara

Mompilieri - Mascalucia (CT)



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Equipe Notre Dame – Settore Sicilia Est

Seconda Giornata di Settore   – 11 Maggio 2014


Parrocchia Santa Rosalia - Contrada Niscima – Caltanissetta

 

“UN ANNO DI NAVIGAZIONE: 

SULLE ROTTE DELLA CARITÀ”

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RITIRO SPIRITUALE DEL SETTORE SICILIA EST:

22-23 FEBBRAIO 2014 - ENNA

Annunzierò tutte le tue meraviglie. In te gioisco ed esulto,
canto inni al tuo nome, o Altissimo. (Sal 9,2-3)


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IL RITIRO SPIRITUALE E' UNO DEI PUNTI CONCRETI D’IMPEGNO DELLE COPPIE DELL'EQUIPE NOTRE DAME


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PER SAPERNE DI PIU'


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VOCE AL SETTORE

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IL PANE DELL'ASCOLTO



1. L’omaggio dell’ascolto
«Ascolta, Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze»
(Dt 6,4-5). Questa dichiarazione è la sintesi di tutta la religione biblica, che si caratterizza come “religione dell’ascolto”. Per la Bibbia, la fede nasce all’ascolto. Ascoltare è aprire il cuore e la mente per accogliere il dono e il mistero dell’Altro.
Israele, liberato dall’Egitto, visse 40 anni nel deserto... per imparare ad ascoltare, conoscere e amare Dio. È nel silenzio del deserto che il Signore come uno Sposo parla “sul” cuore della sposa-Israele: «Ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò sul suo cuore» (Os 2,16). Per questo la rottura dell’Alleanza, il vero dramma di Israele, è il non-ascolto della Parola: «Ecco, verranno giorni - dice il Signore - in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d’ascoltare la parola del Signore» (Am 8,11).
«Ascolta, Israele... Tu amerai...»: l’ascolto richiede fiducia in Colui che parla e attende una risposta, una apertura totale dell’uomo a Dio e una profonda disposizione di amore. Non esiste ascolto senza amore! Amare Dio e ascoltare la sua voce sono due aspetti di un’unica realtà, due diverse formulazioni dello stesso comandamento fondamentale: «Ascolta... Amerai...».
Ogni uomo, ogni qualvolta si raccoglie al centro di se stesso, si può esperire come un essere in cerca di risposta, una voce o un grido alla ricerca di un’eco dall’Oltre. E la risposta che ci viene dalla tradizione biblica è «Ascolta»!
Ascolta… perché se non riapri in te l’ascolto non sarai capace di ascoltare te stesso, non sarai capace di ascoltare gli altri e quindi neppure di fare la positiva esperienza di essere ascoltato nella preghiera. Ascolta… perché il tuo grido è
da sempre udito, sempre preceduto e forse provocato dalla voce di Dio, che ti parla anche col suo inquietante silenzio. È veramente strano e salvifico che nella storia spirituale dell’umanità sia apparsa una fede il cui cuore è questo appello all’ascolto, visto già come una risposta di Dio all’invocazione umana.
L’ascolto nel silenzio del cuore si fa preghiera nello Spirito, diviene tempo in cui possiamo per grazia fare esperienza di Dio, oltre i suoni e i rumori del mondo. Nell’ascolto la preghiera si fa comprensione della nostra solitudine, pozzo abissale che ci costringe a captare i diversi messaggi che siamo, a scoprire in noi tante dimensioni e tanti personaggi in cerca del loro Autore. Nell’ascolto orante scopro di essere destinatario di una Parola che Dio mi rivolge e alla quale io devo rispondere, perché la mia libertà si deve a quella Parola fondante e principiale che mi ha segnato come cristiano, a quella Parola cruciale della storia e del mondo che è Cristo. L’ascolto, pertanto, richiede il coraggio di lasciarsi contestare dalla Parola, quale spada affilata che ferisce il cuore, per cambiare la propria vita e lasciarsi plasmare dal Vangelo di Gesù.


2. L’offerta del silenzio
Ma occorre ricordare che l’atto fondativo dell’ascolto è il silenzio. 

Solo nel silenzio può nascere l’ascolto! L’ascolto senza silenzio è semplice “audizione” di parole e suoni; il silenzio senza ascolto può essere mutismo e solitudine. Nelle comunità cristiane, purtroppo, il silenzio è forestiero e nel cuore dei credenti il silenzio è spesso
temuto. Ed ecco: parole che non parlano, liturgie che non santificano, preghiere che non comunicano. Il leggero sussurrare della Parola di Dio non zittisce le nostre chiacchiere. 

E non per sua impotenza ma per nostra ostinazione. «Chi non sa tacere
fa della sua vita ciò che farebbe chi volesse solo espirare e non inspirare. Solo a pensarci ci viene l’angoscia. L’umanità di chi non tace mai si dissolve» (R. Guardini).
Dobbiamo perciò creare nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità cristiane spazi di riflessione, verifica, confronto e progettazione alla luce della Parola di Dio. 

Solo nel silenzio si attua la conoscenza autentica. Ma a volte abbiamo paura di incontrare noi stessi perché abbiamo paura di conoscerci per quel che siamo realmente… Chi ha paura di se stesso cerca la compagnia del rumore: esso infonde un falso senso di sicurezza, protegge da penose riflessioni, distrugge sogni inquietanti. Il rumore è figlio dell’ansia e del timore di sé. Ma preferiamo restare schiavi della verbosità, dei rumori, delle suggestioni, dei filmati interiori a cui assistiamo come inerti spet-
tatori, delle angosce e dei desideri mai risolti... piuttosto che creare in noi spazi di riflessione, verifica, confronto, progettazione. 

Senza spazio interiore non c’è libertà interiore. E la libertà nasce dal silenzio, quale “luogo” di chiarificazione, purificazione, concentrazione sulle cose essenziali. 

Abbiamo tutti bisogno di convertirci al silenzio. Interiore innanzitutto!
Il clima dell’ascolto e del silenzio, alimentato dalla passione d’amore, genera se-
renità nell’anima e intimità nelle relazioni familiari. È come l’acqua versata nella bacinella: mentre si versa è agitata e non si riesce a vedere nulla se non una confusa agitazione. Ma quando l’acqua riposa nella bacinella, allora è possibile scorgervi il proprio volto. Ecco perché nel silenzio di ogni parola umana, si può ascoltare e accogliere la Parola vivente che dà l’essere a tutto ciò che è.

 Se fossimo artigiani dell’ascolto anziché maestri del dire, potremmo certamente promuovere una più profonda relazione nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità cristiane.
«Ascolta... Amerai il Signore... Amerai il prossimo tuo...»: il primo servizio che si deve all’altro è quello dell’ascolto. Come l’amore di Dio fiorisce nell’ascolto della sua Parola, così l’amore per l’altro germoglia nell’imparare ad ascoltarlo. «È per amore che Dio non solo ci dà la sua Parola, ma ci porge anche il suo orecchio. Altrettanto è opera di Dio se siamo capaci di ascolta-
re il fratello» (D. Bonhoeffer).



S.E. REV. 

MARIO RUSSOTTO 


Articolo pubblicato su "LETTERA END " n. 179 - LUGLIO - SETTEMBRE 2014